Le pagine personali di
Paolo Fasce

Sito ottimizzato per una risoluzione dello schermo di 1024*768 pixel.

Un decalogo per la scuola.

1.Per una scuola pubblica di qualità.

L'adesione ai principi costituzionali deve essere rigorosa.
Art. 3 La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare a esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.

2.Edilizia scolastica.

Siamo convinti che il messaggio scolastico debba essere accompagnato dall'idoneità dei luoghi. Non si può pensare che un ragazzo si senta valorizzato, quando il contesto edilizio nel quale è inserito è da terzo mondo. Occorrono scuole-campus o scuole-polo dove siano offerti spazi per l'attività sportiva, scientifico laboratoriale, teatrale, esperienziale che valorizzino e stimolino le capacità e le aspirazioni di ciascuno.

3.Integrazione degli alunni diversamente abili.

Le parole che hanno accompagnato il percorso dei disabili nella scuola da più di trent'anni in Italia sono state in primis inserimento, poi integrazione ed infine inclusione. Si tratta di un percorso culturale che va attentamente sostenuto, specie nella scuola secondaria dove includere non significa assistere, ma coinvolgere tutti nei confronti di ciascuno al fine di creare una rete che sappia sostenere reciprocamente ogni singolo alunno, poi cittadino.

4.Individualizzazione e personalizzazione dell'insegnamento.

Le ricerche della pedagogia speciale, come le tecnologie avanzate della Formula 1 trovano applicazioni nell'industria automobilistica, devono avere un riscontro anche nella cosiddetta didattica normale. Ciascun alunno deve trovare la propria strada, la propria ricetta, coltivare le proprie aspirazioni in un quadro di impegno responsabile.

5.Formazione permanente degli insegnanti e selezione di una classe docente preparata e flessibile.

Non è pensabile che gli informatici si debbano aggiornare, che i medici si debbano aggiornare, che gli avvocati si debbano aggiornare e gli insegnanti no. La lunga vita professionale deve essere sostenuta da un connubio teoria/prassi che maturi nel tempo grazie ad approfondimenti critici su ciò che si è fatto, approfittando delle numerose occasioni di formazione che le Università, le stesse scuole, la società civile offre, spesso calzate sul territorio. Scuole di Specializzazione e Concorsi Pubblici si devono saldare in un unico strumento di selezione e formazione di una classe docente all'altezza dei tempi.

6.Tecnologie nella didattica.

É impensabile che nel terzo millennio un allievo non sia portato ad utilizzare le tecnologie esistenti nell'ambito della propria formazione. No alle tecnologie senza un fine pedagogico recita lo slogan della Patente Pedagogica Europea per le TIC. Pur tuttavia la distanza tra la didattica frontale e quella partecipata diventa incolmabile se non si introducono strumenti tecnologici che rendano attivi i ragazzi nell'apprendimento.

7.Laicità nella scuola.

Crediamo che l'insegnamento della Religione Cattolica debba essere trasformato in una materia non discriminante per altri credi e religioni che possa saldarsi con l'Educazione Civica, la Storia o la Filosofia, fornendo i fondamenti culturali dell'etica del popolo italiano.

8.Scuola partecipata.

Occorre una efficace modifica dei decreti delegati che superi la sclerotizzazione burocratica attuale finalizzata alla reale comunicazione tra genitori e insegnanti.

9 Riforma della scuola

Qualunque riforma scolastica si voglia introdurre deve consentire a ogni singola persona in età dello sviluppo, secondo il merito, indipendentemente da censo, religione e etnia, la pari opportunità di ricevere una istruzione di qualità che gli possa consentire di accedere a ogni grado di istruzione scolastica, condizione base per la mobilità sociale.

10. La cultura della scuola.

Restiamo convinti che nessuna riforma potrà essere efficace, fino a quando i modelli di riferimento offerti dalla società, soprattutto dalla superficialità dal mondo della televisione, saranno preponderanti nell'immaginario culturale di una persona in formazione.