Le pagine personali di
Paolo Fasce

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L'intervento di Paolo Veardo dal titolo Vandali nelle scuole, mentalità da cambiare fornisce un'analisi certamente condivisibile della situazione generale, ma riesce difficile fare emergere delle indicazioni operative sul come affrontare la situazione. Veardo scrive "proposta che stiamo mettendo a punto in un confronto con i servizi comunali, le autonomie scolastiche e il terzo settore, è quella di integrare maggiormente i servizi per l’infanzia e l’adolescenza intorno ad alcuni luoghi fondamentali uno dei quali è la scuola, dall’asilo agli istituti superiori". Pur essendo un insegnante di sostegno di area scientifica, per il quale la parola integrazione è un faro operativo quotidiano, mi riesce difficile comprendere come si intende attuare questo programma. Nel corso di una lezione di inglese nella quale il tema dei lavori domestici era strumentale ad una conversazione in lingua, ho appreso che tra i miei studenti non sono rintracciabili, quasi, persone che facciano il letto, passino l'aspirapolvere, lavino i piatti, aiutino a fare la spesa, apparecchino e sparecchino. Risulta poi difficile, in contesti similari, sostenere la necessità della differenziazione dei rifiuti (che comporta un atteggiamento proattivo nei confronti del problema). L'ambiente scolastico, denso di macchinette distributrici di bibite e merendine, spesso ripiene di imballaggi superflui, nella quasi completa assenza di bidoni per la raccolta differenziata, ha pure le sue responsabilità diseducative. É difficile che un bambino si trattenga dal toccare il fuoco, semplicemente per l'ammonimento del genitore, ma dopo averne saggiato la consistenza, starà sempre molto attento alle parole "guarda che quella cosa brucia". É l'esperienza vissuta che trasforma i comportamenti e dà valore al proprio lavoro, così come a quello di terzi, che sarà riconosciuto. In Giappone sono gli stessi studenti a pulire l'aula, e la scuola intera, terminate le lezioni. Piccoli lavori di servizio che aiutano a maturare. Non si registrano atti di vandalismo. Se da un lato abbiamo abolito il servizio militare, forse occorre pensare a momenti di responsabilizzazione diffusa che facciano crescere e maturare una cittadinanza coscienziosa. E naturalmente anche le famiglie dovrebbero fare la propria parte, impartendo quei "no" che sono tanto scomodi, quanto educativi.

D'altronde Galimberti ne L'ospite inquietante - Il nichilismo e i giovani affronta il problema: "E tutto questo perché? Perché manca un'educazione emotiva: dapprima in famiglia, dove i giovanissimi trascorrono il loro tempo in quella tranquilla solitudine con le chiavi di casa in tasca e la televisione come baby-sitter, e poi a scuola quando, sotto gli occhi molto spesso appannati dei loro professori, ascoltano parole incidenti, che fanno riferimento a una cultura troppo lontana da ciò che la televisione ha loro offerto come base di reazione emozionale". Ecco, abolire trasmissioni pornografiche come quelle che si vedono tanto spesso nel primo pomeriggio, forse avrebbe più efficacia delle pur valide ricette proposte dall'Assessore Veardo.

Paolo Fasce
Responsabile Commissione Scuola del Partito Socialista di Genova
Candidato alla Camera dei Deputati nella circoscrizione Liguria