Il Secolo XIX - 23/01/2003
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Il Secolo XIX, ogni settimana un appuntamento con le recensioni e gli appuntamenti ludici della Liguria, curate da Paolo Fasce Il Bridge è un gioco di presa, che in tutto il mondo, ed in Italia in particolare, gode di un successo davvero strepitoso. "Si tratta di un gioco di strategia - osserva Claudio Rossi, istruttore federale della Scuola Genova Bridge (www.agiweb.it/sgbscuola/) - che si elabora in coppia, il cui fascino è dato anche dal fatto che ai tornei, che sono sempre frequentatissimi, ci si confronta sempre con molte altre persone e l'evento al quale si partecipa, finisce per essere un'ottima occasione di incontro, oltre che di lotta agonistica." Quando si parla di giochi di carte, viene in mente l'azzardo, la fortuna. In cosa si differenzia il Bridge dagli altri giochi? "Il meccanismo della duplicazione, quello che consente a squadre di quattro persone di affrontarsi con le stesse carte, a coppie invertite, è un primo elemento che permette di rendere eque le sfide. La squadra più forte, vince perché con le carte che l'avversario ha sull'altro tavolo, fa meglio. Ma anche il gioco in coppia, dato il numero elevato di mani, permette una buona valutazione, anche se questo vale sicuramente a livello statistico." Qual è la dote più richiesta per giocare a Bridge? "Senz'altro quella di Sherlock Holmes.: la deduzione. Molti sono indotti a pensare che nei giochi di carte la cosa più importante sia la memoria, chi conosce poco il Bridge pensa che possa eccellere chi ha spiccate doti matematiche o conoscenze statistiche. Nulla di più falso. I bravi giocatori, a seguito della fase di licita, guardano l'attacco, vedono scendere il morto e, per deduzione, spesso conoscono subito quasi completamente le carte dei propri avversari." Licita? Attacco? "Il gioco è composto di due fasi, nella prima c'è una specie di asta, nella quale le due coppie cercano di aggiudicarsi il contratto migliore e una seconda fase, il cuore del Bridge, dove regna il gioco della carta. La prima che scende è quella dell'attacco." Ci sono campionati del mondo, italiani, anche europei… "e l'Italia ha sempre ben figurato. Le competizioni nazionali, organizzate dalla Federazione (www.federbridge.it), ed internazionali, sono essenzialmente di sei tipi. Due categorie sono quelle "a coppie" oppure "a squadre" e in ciascuna di esse ci sono le "coppie libere", oppure le "coppie miste" o, infine, i tornei femminili. A livello nazionale ci sono i campionati come quelli di serie A e B del calcio (o degli scacchi). La Scuola Genova Bridge ha due squadre in serie A e due squadre di Eccellenza che, diversamente dal calcio, è la vera e propria serie maggiore. Tutta la nostra regione è ben coperta da scuole e circoli che sono presenti in tutte le province, ma anche a Chiavari e, lo diciamo perché mi vanto di essere un veneziano proveniente da Novi Ligure, trapiantato a Genova, anche il basso Piemonte ha un'ottima tradizione, tanto è vero che la terra di Alessandria ha prodotto ben sei campioni italiani, oltre al sottoscritto, e uno europeo (del MEC, per la precisione)." Ricapitolando, se il mio compagno mi dice 'un cuori', devo dedurre che ha cinque carte di cuori e 12-20 punti onori in mano. "si, se giochi la 'quinta maggiore', che ti spiegherò al terzo anno, mentre tu frequenti Quadri 2 dove quella licita non garantisce la quinta carta di cuori, ma nega quattro carte di fiori e di quadri. Elementare, Watson". Il corso di Quadri 1 è partito a Gennaio.

Paolo Fasce (paolo@fasce.it)