Il Secolo XIX - 30/01/2003
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"Dama: il gioco più diffuso in Italia, ma lo conosciamo davvero?"

Il Secolo XIX, ogni settimana un appuntamento con le recensioni e gli appuntamenti ludici della Liguria, curate da Paolo Fasce Una statistica di diversi anni fa mostrava quanto la Dama fosse il gioco più popolare nel nostro paese. Ne abbiamo parlato con Daniele Bertè, Grande Maestro di Savona, unico ligure ad essersi aggiudicato il massimo titolo nella variante italiana e internazionale: "La Dama ha una grande qualità: l'immediatezza delle regole, ma anche una capacità di adattarsi e radicarsi nei vari paesi, vista la sua grande ed antichissima tradizione. Sono almeno due millenni che si gioca a Dama. In ogni paese, però si è sviluppata mutando regole, aspetto e dimensione. Si gioca sulla damiera a 64 caselle principalmente nel mondo latino e anglosassone, mentre in Francia, Olanda, Russia si gioca su spazi più ampi, dove le caselle diventano cento, ma possono diventare anche 144, come in Canada. Questa capacità di adattarsi ai popoli ha fatto della Dama un gioco conosciuto, praticato e diffuso in tutti e cinque i continenti, ma ha creato anche qualche piccolo problema nelle competizioni internazionali. La Federazione Mondiale Gioco Dama (www.fmjd.nl) ha contribuito negli ultimi 40 anni a diffondere un tipo di gioco già molto diffuso, superando un primo tentativo di creazione di una variante 'Esperanto' che però non ebbe fortuna, a mio parere, per una mancanza di bibliografia sulla quale formarsi. Oggi la dama internazionale è quella a cento caselle con regole particolari che sono per certi versi, sorprendenti.". Quali sono e quali le doti necessarie per eccellere? "Nell'internazionale una pedina può mangiare saltando anche all'indietro e non disdegna di papparsi una dama. Tuttavia queste sono pezzi potenti perché compensano questa debolezza con la possibilità di muoversi come e meglio degli alfieri degli scacchi. Il fatto che in un caso si manovri con 12 pedine per campo, mentre nell'altro sono 20, fa della dama italiana una variante molto matematica. Chi eccelle ha una capacità di analisi superiore di quella degli avversari perché sa vedere in profondità. Per la dama internazionale, invece, vedo molte similitudini con il gioco degli scacchi, giacché la strategia ha spesso il sopravvento sulla tattica. Nessuno può crearsi un albero di varianti ricco quanto sarebbe necessario, così la mente umana deve affidarsi a principi e linee guida necessari per non perdere la strada." Ci parli dei liguri, vantiamo dei successi? "Molti. Oltre al sottoscritto, possiamo vantare altri Grandi Maestri, si tratta di Ciro Fierro, mio concittadino che fino all'anno scorso era anche presidente federale, il genovese Adolfo Battaglia e Maurizio Villa di La Spezia. In tutto sono 14 i titoli italiani conquistati dalla Liguria, oltre ai Grandi Maestri ne ha conquistati anche Edmondo Fanelli, maestro spezzino scomparso alcuni anni fa. Nel dopoguerra, poi, dei sei presidenti nazionali, ben tre sono stati liguri. Nella nostra regione ogni anno si celebrano campionati provinciali e regionali e, da quest'anno avremo la rinascita del Campionato Regionale di dama internazionale che si aggiunge a quello di dama italiana dalla tradizione più che quarantennale." Le sedi dei circoli sono reperibili in rete sul sito federale (www.fid.it) e chi è distante può farsi le ossa in linea su www.ludonet.com oppure su www.vinco.ru/checkers/.

Paolo Fasce (paolo@fasce.it)