Il Secolo XIX - 06/02/2003
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"Othello: un minuto per imparare, una vita per diventare Maestro"

Il Secolo XIX, ogni settimana un appuntamento con le recensioni e gli appuntamenti ludici della Liguria, curate da Paolo Fasce Nelle scorse settimane abbiamo parlato di giochi di riflessione che sono ormai considerati veri e propri sport, tanto è vero che gli Scacchi, il Bridge e la Dama sono gestiti nel nostro paese da Federazioni che a pieno titolo fanno parte del CONI e per le quali tutti i ludofili italiani auspicano un veloce ingresso nelle manifestazioni olimpiche, auspicabilmente già in quelle invernali di Torino 2006. A fianco di questi pilastri degli sport della mente, esistono altre realtà della stessa schiatta che hanno saputo conquistare un proprio seguito di appassionati, una di queste è la Federazione Nazionale Gioco Othello (www.fngo.it) che, da quasi vent'anni, coordina le attività agonistiche e formative di questo elegantissimo gioco. Abbiamo parlato con Beppi Menozzi, già vincitore del Grand Prix Italiano nel 1998 e due volte alfiere italiano ai Campionati del Mondo (Barcellona 1998 e New York 2001), oggi soprannominato "pentacampione", essendosi aggiudicato per cinque volte il massimo titolo della nostra regione: "Mi sono innamorato di questo gioco ai tempi del Liceo, poi all'università mi sono divertito a programmare BmOth, un software gratuito che girava su dos, quando in giro c'era davvero poco, mentre recentemente ho creato Happy End, uno strumento per lo studio dei finali scaricato migliaia di volte dal sito federale. Il gioco è semplicissimo, più facile giocarlo che spiegarlo, ma ci provo. Su di una scacchiera di otto caselle per lato, tutte dello stesso colore, sono poggiate inizialmente al centro quattro pedine, due bianche e due nere. Ogni pedina ha però una faccia bianca e una nera e la mossa consiste nel poggiarne una sulla plancia in modo tale da circondare quelle dell'avversario, facendo perno su quella giocata. In una mossa si possono mangiare una o più pedine, in una o più direzioni, ma si deve sempre mangiare, a meno di non avere mosse legali. Siccome le pedine si poggiano sulla plancia, ma non si levano mai, alla fine la scacchiera sarà piena e la partita avrà termine. Chi ha più pedine del proprio colore, sarà dichiarato vincitore." Come mai Othello è diventato un nuovo classico nel campo dei giochi di riflessione? "Immagino che sia per diversi motivi. Il primo sta nella sua semplicità, poi c'e' una certa armoniosità ed eleganza intrinseca, qualcuno ci vede un po' di oriente perché le pedine non sono mai di una parte sola e ci possono essere ribaltamenti spettacolari. Il gioco è noto e commercializzato anche col nome di Reversi e probabilmente aiuta il fatto che esistono moltissimi software e basi di dati gratuite (anche nella nostra lingua) che permettono di imparare velocemente e molte occasioni di gioco in linea. Sono almeno cinque anni che sono protagonisti dei Campionati del Mondo giocatori che vengono da Internet ed anche per questo motivo la FNGO organizza un appuntamento mensile dedicato ai principianti su Ludonet (www.ludonet.com) che, da quest'anno, è fissato per ogni ultimo lunedì del mese". Allora il prossimo appuntamento è per il 24 marzo, c'è tutto il tempo per imparare.

Paolo Fasce (paolo@fasce.it)