Il Secolo XIX - 10/04/2003
Leggi la pagina originale sul sito de Il Secolo XIX, in formato pdf (per gli utenti registrati), oppure in formato testo.

L'eterna sfida tra uomo e macchina

Il Secolo XIX, ogni settimana un appuntamento con le recensioni e gli appuntamenti ludici della Liguria, curate da Paolo Fasce Qualche mese fa destò un certo scalpore la sfida di Mario Cipollini a Varenne e ogni battaglia che vede protagonista l’uomo contro la belva, ha sempre avuto grandi spazi nel mondo della cinematografia e nel fumetto, per la grande capacità di evocare reminiscenze ancestrali. La sfida dell’uomo contro la macchina è un classico dell’ultimo secolo ed è recente quella del Gran Maestro Internazionale N’Diaga Samb, un professionista senegalese che vive in Olanda, contro Buggy. Siamo nel campo della dama internazionale, quella a cento caselle (www.fid.it), e al momento quel programma è da annoverarsi tra i migliori al mondo. La sfida si è disputata a Cannes presso il Festival Internazionale dei Giochi e si è trattato di una rivincita. La prima battaglia, vide prevalere il campione senegalese sul software di Nicolas Guilbert, ma questa volta a vincere è stata la macchina e i commentatori ritengono che sarà molto difficile batterla in futuro. Avviene così che, anche nella dama, un elemento fondamentale nella preparazione dei campioni, diventa quello dato dal supporto delle analisi del calcolatore. E’ notizia di pochi mesi fa, Deep Junior è riuscito a pareggiare contro Garry Kasparov una sfida affrontata su sei partite.
Il mondo dei giochi astratti è ricco di questi scontri, tanto più appassionanti, quanto più sono incerti. Non lo sono da tempo quelle di giochi come l’othello/reversi, la dama inglese e il gioco nazionale africano. Per quel che riguarda la prima disciplina, già nell’agosto del 1997 l’allora campione del mondo, il giapponese Takeshi Murakami, fu battuto nettamente dal software di M. Buro: Logistello. La complessità dei finali è davvero rilevante e la possibilità di calcolarlo perfettamente, già a metà partita, rende un programma di Othello quasi imbattibile per chiunque, nonostante il fatto che si tratti di un gioco “non ancora risolto”. Lo sono, invece, il caro e sempre appassionante Forza 4 e l’antichissimo Awelé. Sono tutti comunque ampiamente praticati giacché è noto a priori che, con sufficiente potenza di calcolo, qualsiasi gioco a informazione completa è risolvibile. Lo è anche il go, disciplina dalla tradizione plurimillenaria, diffuso in tutta l’Asia, la cui semplicità delle regole è grande, pari almeno alla complessità computazionale che lo fa, ancora oggi, un inconsapevole baluardo della superiorità dell’uomo sulla macchina. Anche il mondo dei giochi di parole vede, in tempi recenti, accese sfide uomo macchina e pubblicheremo nelle prossime settimane un’intervista ad Ennio Peres, anagrammista pluri vincitore di duelli contro il calcolatore. Nel frattempo segnaliamo una sua conferenza, prevista per dopodomani, sui giochi a doppio senso, che si tiene a Grosseto, presso la biblioteca Chelliana, organizzata dall’associazione Ottetto (che i più attenti avranno notato essere un palindromo particolare, giacché, se scritto con lettere stampatello e maiuscole, lo è anche graficamente).

Paolo Fasce (paolo@fasce.it)