Il Secolo XIX - 01/05/2003
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Sfide anagrammatiche, l’uomo vince sulla qualità

Il Secolo XIX, ogni settimana un appuntamento con le recensioni e gli appuntamenti ludici della Liguria, curate da Paolo Fasce Qualche settimana fa abbiamo parlato della sfida uomo contro macchina nel mondo dei giochi. Approfondiamo questo tema con Ennio Peres, giocologo, matematico, autore di libri che spesso coniugano queste due discipline. “Qualche tempo fa uno dei più autorevoli enigmisti contemporanei, vostro illustre concittadino, Enrico Parodi (in arte Snoopy), propose la soppressione dei giochi anagrammatici in un intervento su una rivista specializzata giacché è impossibile verificare se le proposte dei lettori siano frutto di lavoro certosino, oppure un regalo di un motore computerizzato. E’ così nata l’idea di verificare se un buon anagrammista è ancora in grado di superare l’anagrammatore automatico. La maggior parte delle persone è convinta che il computer sia sempre notevolmente più potente del nostro cervello, in qualsiasi campo di applicazione, sia serio che giocoso. Esistono, però, diverse attitudini della mente umana che gli esperti di Intelligenza Artificiale non sono ancora riusciti a simulare in maniera soddisfacente; una di queste, in particolare, è la capacità di saper interpretare il contesto di un discorso. Di conseguenza, se a una macchina si chiede di elaborare un testo che rispetti un determinato contenuto semantico, l’esito potrà essere assai deludente, se non addirittura ridicolo. Ad esempio, la traduzione con mezzi automatici, dall’italiano in russo, di una frase come: Lo spirito è forte, ma la carne è debole, può produrre un risultato del tipo: La Vodka è buona, ma la ciccia è marcia. Di tutto ciò è ben consapevole l’informatico Corrado Giustozzi, autore del motore di ricerca anagrammatico GAUNT (http://www.nightgaunt.org/anagrams/anagrams.htm), che mostrando un grande spirito di sportività, ha raccolto la mia sfida, spinto dal desiderio di sperimentare fino a che punto un idiota veloce (come il computer viene definito dagli informatici), possa fingere di apparire creativo. Data la eco avuta dalla notizia di quella che avrebbe dovuto essere la prima sfida presso la libreria romana “Invito alla lettura”, tale gara fu preceduta da quella disputata presso Giocando, la trasmissione del sabato di Radio 2 della RAI condotta da Beatrice Parisi. Vinsi la sfida anagrammando il nome dell’allora presidente della RAI fornendo un convincente “Dosa ben la nostra RAI”. Gaunt si impuntò su Alabarda, fornendo migliaia di anagrammi poco attinenti e quindi Giustozzi apportò migliorie che hanno reso sempre più difficile vincere le tre sfide successive. La prossima sarà presso i Giardini di Castel Sant’Angelo, sempre in collaborazione con Invito alla lettura e la Società Scripta Manent, in una cornice che un tempo fu quella dell’estate romana che vedrà protagonista anche il pubblico. Probabilmente in quell’occasione lancerò anche quest’anno la sfida de “Il cruciverba più difficile del mondo” che dal 1994 costringe centinaia di appassionati a lunghe ricerche enciclopediche giacché lì riverso tutto il mio sadismo ludico”. Per tutti gli enigmisti masochisti interessati, suggerisco di contattare l’autore all’indirizzo peresmes@libero.it.

L'ape focosa (paolo@fasce.it)