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Paolo Fasce

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Monopoli svaluta Genova?
di Paolo Fasce (*)

Non capita spesso che il gioco intelligente finisca in prima pagina, quando di norma ha difficolta' ad entrare in spazi ben piu' nascosti dei giornali. Deve capitare qualcosa di davvero negativo (ad esempio uno scacchista che si fa beccare con il calcolatore ad un torneo francese), oppure di tragico (la morte dell'inventore del Subbuteo), o anche qualcosa che possa destare un minimo di "sensazione" sulla quale costruire un pezzo che abbia un qualche legame con il periodo natalizio.

24/12/2001: Lettere al XIX

Quest'ultimo e' il caso in esame. Durante le vacanze, Il Secolo XIX in un articolo di Donata Bonometti, ha esordito in prima pagina con "Il nuovo Monopoli svaluta Genova". Il tutto causato, in buona sostanza, dal fatto che Vicolo Stretto e Vicolo Corto, "quelli che costano meno e rendono meno", sono stati attribuiti a Via Pre' e Via Balbi.

Sono qui nella mia veste di ludologo, presidente dell'associazione Labyrinth che da ormai piu' di 12 anni organizza tornei e manifestazioni di giochi. Dalla sua fondazione, Labyrinth promuove la "cultura ludica", cioe' conoscenza di giochi, i loro meccanismi meccanismi e le idee che li fanno funzionare. Questo nella presunzione del fatto che in questo modo si sviluppino le connessioni sinaptiche, quindi la capacita' critica di ciascuno e di conseguenza l'amore per il ragionamento. Il tutto "per gioco". Per questo motivo scrivo qui alcune note sul tema in oggetto e mi permetto di fare alcune osservazioni.

La prima e' che Genova appare nel Nuovo Monopoli. Non e' cosa da poco, ne' scontata. Se prendessimo l'elenco delle citta' escluse, ne potremmo schierare molte di notevoli e, a parere di ciascuno, immeritevoli di tale trattamento.

12/2001: Lettere al XIX

La seconda e' che cio' che si nota non e' la mediocrita', ma sono gli estremi. Quindi essere la parte piu' ricca, o quella che la giornalista ha considerato "la meno redditizia" e' motivo di attenzione da parte di tutti, come mostra il pezzo del Secolo. In considerazione di questo elementare fatto, meglio Vicolo Stretto che una qualsiasi anonima Piazza Verdi (test: il lettore ricorda forse il colore di questa zona del Monopoli? NO? Il mio assunto si e' quindi avvalorato).

La terza osservazione ovviamente scende nel merito del gioco e quindi nella "competenza ludica". Chiunque non conosca le regole di Monopoli, ritiene che i valori dei terreni siano anche un'indicazione di "ricchezza" o "povertà". Ma noi sappiamo che anche che i giocatori più abili considerano Vicolo Stretto e Vicolo Corto, due terreni essenziali per sviluppare le strategie di gioco più sofisticate e che con Parco della Vittoria e Via dei Giardini non si vince quasi mai.

Anziché dire "Genova è stata selezionata come una delle 8 città più importanti d'Italia e, fra queste, risulta essere quella dove la vita costa meno (cosa che almeno per stereotipo dovrebbe essere cara ai miei concittadini)" la giornalista ha deciso di cedere a facili sensazionalismi.

Resistere avrebbe voluto dire che in Italia esiste un minimo di cultura del gioco, il che, come sappiamo bene, purtroppo non è.

(*) Ludologo,
presidente Ass. Labyrinth,
presidente circolo Genova Dama,
presidente CR Othello.