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Paolo Fasce

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Ricetta per padri: marmellata di nespole genovesi

Per prima cosa andate ad abitare in un condominio genovese nel quale ci sia una vicina che abbia un albero di nespole.

La vicina deve avere anche una certa eta' e poca voglia di salire sull'albero, quindi dovete configurarvi come persona appetibile di essere convocata per la raccolta.

Messe a posto queste sciocchezzuole, aggiratevi, possibilmente con una bambinetta di nemmeno tre anni che funga da esca, perche' la simpatica vecchina attacchi bottone e vi proponga una raccolta di qualche frutto.

Dichiaratevi disponibili e sfoggiate un contenitore di congrue dimensioni e cominciate il saccheggio. Qualche convenevole, poi andate a casa dove provvederete alle operazioni di rito che tosto vado a descrivere.

Fate in modo di approfittare dell'assenza di quella rompicoglioni di vostra moglie, onde avere piazza libera per cucinare in pace, senza perniciose interferenze.

Immergete le nespole nel lavandino pieno d'acqua, mettete una sedia accanto al lavandino, in maniera tale che la bimbetta di neppure tre anni possa lavarle a puntino, ridendo e divertendosi come una matta perche' ha finalmente accesso ad una piscinetta piena d'acqua che puo' maneggiare liberamente in piedi su una sedia (che normalmente sarebbe pure vietato).

Preventivamente avrete cura di pigiare la stringa "marmellata di nespole" nella casella che troverete su www.google.com e leggete qualche paginetta a caso.

Una volta lavate le nespole, mettetele in una pentola e accendete il fuoco. Dopo dieci minuti di cottura, saranno calde abbastanza da essere pelate come delle patate e snocciolate senza grossa fatica.

Mettete quindi la polpa nella pentola, avendo cura di aggiungere tutta la frutta, qualsiasi essa sia, che avete in casa e sulla quale c'e' scritto "Paolo" (o equipollente (*)). Fate cuocere girando per tre quarti d'ora (variante: mezz'ora a fuoco basso nella pentola a pressione).

Fatevi i fatti vostri per almeno mezza giornata, dopodiche' quando vi gira, immergete il minipimer nella minestra di frutta che avete di fronte a voi, previa scolatura di una buona parte dell'acquetta di sottofondo.

Guardate il risultato del vostro lavoro e mettete tanto zucchero quanto vi viene suggerito dalle ricette lette su internet, facendo pero' a occhio e sfoggiando una certa sicumera.

Aggiungete quella polverina per le marmellate e cuocete ancora mezz'oretta a fuoco lento, anche se nella scatola della polverina c'e' scritto "tre minuti" (la sicumera deve pervadere ogni vostro gesto, per rendervi autorevoli di fronte alla moglie rompicoglioni).

Attendete che si raffreddi e versate in tanti piccoli barattoli che spaccerete in primis ai vicini di casa (scegliete i piu' ciattelloni), poi alla vecchina proprietaria dell'albero (vorrete di certo ripetere l'esperienza) e ai vicini di casa.

Sfoggiate un sorriso alla "tie', te l'avevo detto che la mia marmellata e' una bomba", ogni volta che incontrate un vicino che, mentre siete assieme a vostra moglie, si complimenta della bonta' della marmellata.

(*) A casa mia c'e' scritto "Paolo" sulla frutta (e qualsiasi altro cibo) un po' matura che mia moglie si rifiuta di mangiare.

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