Le pagine personali di
Paolo Fasce

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Il G8, a Genova, visto da me:

"Quot homines tot sententiae" (Terenzio).

di Paolo Fasce

Ho inviato questa lettera in una versione composta "di getto" senza correzioni o riflessioni che poi, in alcuni casi, sono venute in seguito e che mi hanno permesso di modificare qua e la' il testo che qui riporto, alle seguenti liste di discussione e ai seguenti gruppi di discussione in data lunedi' 23 luglio 2001:

  • somario@democraticiperlulivo.it (la lista di discussione elettronica nazionale de I Democratici).
  • ase@democraticiperlulivo.it (la lista di discussione elettronica ligure de I Democratici).
  • margherite@yahoogroups.com (una lista di discussione elettronica nazionale di aderenti al progetto della Margherita, nata spontaneamente da un militante).
  • genovaml@yahoogroups.com (una lista di discussione elettronica che raccoglie molti genovesi).
  • italia.genova.discussioni (un gruppo di discussione elettronica che raccoglie molti genovesi).

    Abito a Genova e frequento quotidianamente le vie che sono state oggetto di distruzione, vandalismo ... e frequento quotidianamente le vie che sono state oggetto di distruzione, vandalismo e saccheggio nei giorni scorsi. Le percorro tutti i giorni perche' sono le direttrici che collegano il luogo dove faccio la nanna al luogo dove opero durante il giorno.

    Non faccio parte del Genoa Social Forum (GSF d'ora in poi) giacche' ho avuto modo di leggere interventi di loro rappresentanti nelle liste di discussione genovesi (alcune le frequento per "doveri di ufficio", giacche' sono Referente Regionale Internet della Liguria de I Democratici, ma in verita' tutte le frequento perche' cola' ho conosciuto molte persone interessanti, cittadini e nuovi amici che ora apprezzo e stimo) e come tutti ho avuto modo di ascoltarli qua e la' in occasioni televisive. Forse un po' piu' di altri, giacche' qui a Genova i telegiornali e i giornali locali, gia' da tempo considerano il G8 come "grande evento". Il motivo e' semplice: da tempo il G8 interessa direttamente tutti i cittadini della mia citta'.

    Non mi piacevano i toni e i modi messi in campo da GSF. In buona sostanza non vedevo alcun motivo per doversi preparare a sfondare la cosiddetta zona rossa. Questa modalita' di "lavoro", pensavo, avrebbe potuto produrre violenze e reazioni inutili. Mere questioni di anti terrorismo imponevano una zona di tranquillita' facilmente controllabile (per bacco... si trattava di proteggere bersagli di potenziali invasati, terroristi, scemi vari, organizzati o meno) e i disagi che i cittadini genovesi hanno subito (quelli che vivevano dentro e quelli che vivevano fuori, ma dentro hanno un'attivita' lavorativa), mi parevano ampiamente compensati da diversi investimenti che la mia citta' ha ottenuto per prepararsi all'evento. Cito ad esempio l'ottima Piazza de Ferrari, con la sua fontana e la nuova pavimentazione, ma anche Via San Lorenzo e via San Vincenzo, strade completamente riarredate e pedonalizzate.

    Detto questo, mi pare naturalmente che motivi per protestare ce ne fossero parecchi e quindi mi sono accinto a partecipare quale semplice manifestante scegliendo tra il mazzo delle possibili manifestazioni a disposizione in quel frangente.

    Purtroppo non sono andato a quella di giovedi', dove i migrantes hanno dato vita ad una toccante manifestazione portando all'attenzione di tutti temi che molti di noi ignorano, quando non invece li dimenticano. Li' tutto e' stato tranquillo, anzi... tranquillissimo, tanto e' vero che ben lieto pensavo di fare, il giorno dopo, una bella passeggiata.

    Il giorno dopo arrivo a casa per l'ora di pranzo e scopro che ci sono gia' tafferugli e dalla mia finestra (vivo in collina e da casa mia domino la zona dei tumulti con una visuale direi quasi ottimale), vedo del fumo che si innalza qua e la' in citta'.

    Prudentemente accendo la televisione e vedo che in citta' le cose non si svolgono come avrebbero dovuto e potuto. La mia dolce meta' mi trattiene a casa non volendo rischiare la mia e nostra incolumita', ma io sono un trentenne (*) e non mi va di starmene a casa a guardare la TV quando a cinquecento metri in linea d'aria scoppia il finimondo. Nelle mie strade, quelle dove circolo tutti i gironi. Nella MIA citta'.

    Prendo quindi la bicicletta e scendo ad indagare. sono forse le 16.30-17.00, non c'e' ancora scappato il morto, ma di li' a poco arrivera'.

    Il tira e molla tra manifestanti di varia natura e le forze dell'ordine sul ponte di TerralbaGiro per san Fruttuoso, arrivo a Brignole, lato via Canevari, dove ci sono stati scontri feroci, auto incendiate, cassonetti in strada.
    Vedo un sacco di manifestanti tranquilli, e mi sposto verso P.zza Martinez. In pzza Giusti vedo il finimondo. Negozi sfasciati, un superminimarket saccheggiato, merce per la strada, cassonetti incendiati, marasma e gente che si dirige verso P.zza Martinez. Li seguo. Si tratta di gente del Blocco Nero. Si vede dalla faccia, da quello che gridano ("Fuck G8" et similia), dall'abbigliamento, dalle spranghe. Sono tutti sul ponte di Terralba, sopra Via Torti e si fronteggiano con la Polizia. Li vedo avanzare e indietreggiare e decido di vedere come butta dall'altra parte. Sono in bici e aggiro percorrendo tutta via Torti e giu' per C.so Gastaldi. Nella zona "casa dello studente", vedo dozzine di blindati della polizia, mentre verso c.so Europa ci sono i mezzi dei Carabinieri. Arrivo dall'altra parte della contesa e vedo lo stesso tira e molla, ma dall'altra prospettiva. Nel frattempo mi accorgo che C.so Gastaldi e' ridotto male. Auto in mezzo alla strada, cassonetti, pietre, bottiglie rotte... Poco prima, ma non lo so ancora, poco piu' in la' ci deve essere scappato il morto, P.zza Alimonda infatti e' a 300 metri in linea d'aria dalla zona del tira e molla.

    Torno indietro per vedere cosa succede, ci sono dei manifestanti pacifici, devono essere dei comunisti, in via Torti che sono tranquilli a chiacchierare. Uno si avvicina e mi chiede: "Ma scusa, sai mica se c'e' stato un morto?". Telefono a casa e mi viene confermato il fatto: c'e' stato il morto, ma non e' in grado di dirmi dove. Riporto e vedo facce incredule.

    Incredibile, riflettero' poi, i manifestanti siti in zona tal dei tali, non sapevano cosa succedeva in zona tal'altra dei tizi. Il corteo era cieco e sordo, solo io, girando in bicicletta, potevo rendermi conto in breve di quel che succedeva poco piu' in la'. Semplicemente andandoci. Ma chi era a piedi? Nulla poteva sapere.

    Il Blocco Nero distrugge una banca in via TortiScendo verso San Fruttuoso e vedo che le forze dell'ordine hanno sospinto il Blocco Nero nell'ultimo pezzo di Via Torti, un pezzo in piano di strada dritta che arriva in p.zza Martinez.

    Da un lato ci sono centinaia di poliziotti (il sindaco Pericu ha chiesto al GSF di levare l'assedio alla zona rossa per disimpegnare le forze dell'ordine ed intervenire nelle zone calde e, mi risulta, Agnoletto ha aderito a questa richiesta), dall'altro ci sono decine di curiosi, in mezzo c'e' il Blocco Nero, pochissime decine di persone, che prende cassonetti della spazzatura e campane di rifiuti di materiale riciclabile e se ne fa scudo incendiando. Siccome nessuno fa nulla per fermarli, il Blocco Nero distrugge una banca mentre fotografi, cineoperatori e giornalisti sono per lo piu' in mezzo al Blocco Nero a filmare, fotografare... forse anche intervistare. In testa abbiamo degli elicotteri che ronzano. Non e' una novita', sono 4 giorni, almeno, che fanno ronde continue, solo che ora ce l'ho proprio in testa. Io passo indisturbato in bicicletta in mezzo a loro, non mi fanno nulla, anzi si scansano e mi fanno passare. Sono fin gentili. Anche io ho una macchina fotografica al collo.

    Vedo una giornalista al telefonino. Deve essere in diretta telefonica con qualche telegiornale, infatti parla in maniera adeguata alla situazione... non so come descrivere... dai toni e dai modi era in diretta.

    Purtroppo "buco" e quindi mi allontano e me ne ritorno a casa. Nel tragitto incontro un sacco di gente che ha la faccia tranquella. Manifestanti che si allontanano, che si dirigono verso le zone di accoglienza. Sono del tutto ignari di quel che sta succedendo a due isolati di distanza.

    A casa vedo come le cose vengono "viste da fuori". Non so come dire, ma mi e' parso che tutto fosse distorto. Non capisco come della gente che ho appena intravisto e che mi parevano dei teppisti e altri parimenti mi sembravano semplici manifestanti... ecco... forse ho l'occhio clinico... ma come e' possibile che dei professionisti non fossero in grado di neutralizzare, fermare, arrestare i teppisti, discriminandoli dalgi altri. Ora... bastava guardarli e fare un semplice ragionemanto: "tu hai la spranga, gli anfibi e una faccia tanto cattiva, ti prendo e ti arresto", e "tu non hai la spranga, gira al largo". Boh... mi dico: non sono un professionista dell'ordine pubblico... Pero' a casa, guardo la TV e vedo tante cose e ricostruisco cio' che ho visto dal vivo insieme a quello che e' successo poco piu' in la'... e mi costruisco una visione d'insieme che mi pare altri possono essersi formata semplicemente tirando fuori il naso dall'elicottero. Ma sono ignorante...

    Secondo me e' successo quanto segue. Le tute bianche si erano attrezzate in modo tale da "sfondare la linea rossa" lungo Via Tolemaide e per farlo indossavano giubbotti fatti di bottiglie di plastica, protezioni varie, e si muovevano a testuggine per avvicinarsi ai cancelli. Di fronte i poliziotti ad attenderli e qualche scontro. A quel punto sono intervenuti i facinorosi, del Blocco Nero, ma siccome la deficienza e' contagiosa, probabilmente anche qualche esagitato ha cominciato a passare alle vie di fatto lanciando pietre che erano ampiamente disponibili, in grande abbondanza, a pochi metri di distanza, infatti la ferrovia si trava proprio sopra Via Tolemaide ed e' noto che la strada ferrata poggia sopra dei sassi.
    A quel punto la guerriglia e' inevitabile ed ecco che c'e' il lancio di lacrimogeni. La folla rincula, i lacrimogeni e qualche sacrosanta manganellata esacerba gli animi dei piu' deboli (psicologicamente parlando) i quali senza piu' distinzioni si aggregano ai facinorosi. Tra questi, leggero' poi sui giornali, figli borghesi di persone in villeggiatura in Liguria, accorsi per menare le mani (e quando arrestati rivelatisi 15-17enni da sbattere in galera perche' si rendano ben conto), ma vedo anche tanti caschi con insegne genoane e doriane, segno che gli imbecilli che rovinano le partite di calcio, hanno finalmente l'occasione, in piena estate, di sgranchire un po' le mani, visto che il calcio ritornera' solo tra molte settimane.
    Nella guerriglia che si e' venuta a creare, ecco che "quelli che erano moderatamente buoni, ma diventati cattivi" sono insieme ai cattivi, non ci si capisce piu' niente, tutti lanciano sassi o sprangano vetture delle Forze dell'Ordine perche' cosi' vuole la dinamica del branco e nell'insensato rito che si e' venuto a creare ci scappa il morto.

    Qualsiasi sia stata la strategia delle forze dell'ordine, purtroppo, non e' stata efficace. A me, cittadino, non mi interessa sapere se e' colpa di Berlusconi presidente, oppure se e' tutto ereditato dal precedente governo, tuttavia mi lascia perplesso che il presidente operaio, poi presidente addetto alle belle arti e al ritiro del bucato mutande comprese, poi presidente addobbatore di drappi adeguati a Palazzo Ducale e quant'altro, non sia stato capace anche di essere semplicemente PRESIDENTE DEL CONSIGLIO e quindi dirigere la macchina organizzativa in modo tale da prevenire ed intervenire AMMODO.

    Con tutto il rispetto per il ministro Bianco e per il ministro Scajola, devo dire che ci tra venerdi' e sabato la citta', nonostante gli scempi, e' stata ripulita in maniera efficiente ed efficace, tanto e' vero che dei disastri di venerdi', chi si fosse recato in c.so Sardegna e limitrofi sabato mattina, nulla avrebbe potuto immaginare, e la stessa cosa vale per il giorno dopo, visto che le stesse strade sono state oggetto delle stesse devastazioni il sabato, ma domenica mattina tutto il possibile era pulito e il traffico cittadino di oggi (lunedi', primo giorno lavorativo del dopo G8) nulla, a parte i danni pemanenti ai negozi ancora chiaramente visibili e qualche carcassa d'auto, era visibile.

    Questo e' un segnale di un fatto, mi pare di potermi permettere questa deduzione: la citta' di Genova, gli enti locali, hanno fatto il loro dovere. Da cittadino genovese, in cuor mio sono orgoglioso che la mia citta' abbia eletto il sindaco Pericu e non il tribuno Castellaneta. Chissa' cosa sarebbe successo se, invece che una persona moderata ed esperta, avessimo avuto a capo una persona cosi' poco adatta. Detto questo, ancora non riesco a spiegarmi come mai nella mia via ci sono 5 auto in demolizione che non riesco a fare spostare da 5 anni, nonostante diverse segnalazioni ai vigili, ai carabinieri, a chiunque mi passi a tiro e che mi sembra possa avere qualche competenza a riguardo. Ho persino (scherzo!) immaginato di segnalare delle inesistenti bombe dentro quelle auto, al fine di farle rimuovere definitivamente... ma ho soprasseduto. So distinguere tra realta' e fantasia, so discriminare tra cio' che e' davvero importante, da cio' che e' futile. Ma divago.

    Sabato mattina me ne vado al mare. Sveglia alle 7.30, sono alla spiaggia comunque non prima delle 9.30, a Riva, vicino a Sestri Levante. E' abitudine dei genovesi andare al mare d'estate, specie nei fine settiana... io non scappo da questa onorevole tradizione. La mia dolce meta', pero', non sopporta stare troppo alla spiaggia, cosi' leviamo le tende intorno all'una dopo una sacrosanta focaccia (a proposito di "tradizione ligure", levo il mio piu' fermo richiamo nei confronti del presidente Berlusconi che ha voluto il pesto senza l'aglio; cio' e' semplicemente vergognoso) e siamo a casa poco prima delle 14.00 e alla televisione ci dicono che il corteo e' gia' partito perche' c'era troppa gente e in P.zza Sturla non ci stavano.

    A quel punto mi domando: ma se in p.zza Sturla non ci stanno, come faranno a stare in P.zza Galileo Ferraris, piazza che si trova a 300 metri in linea d'aria da casa mia? Specie poi se il palco, invece che essere in un certo putno (non sto ad annoiarvi con i dettagli), e' talmente avanzato? Ma ci sono dei "lavori in corso" e non era possibile mettere il palco dall'altra parte. Mi domando: ma questi lavori che sottraggono superficie alla piazza che dovrebbe accogliere 300.000 persone, non potevano essere in qualche modo evitati, o comunque non si poteva imporre lo sgombero in tempo? Boh... piccole defailleances. Abbiamo assistito a cose ben peggiori in questo periodo.

    Dalla finestra vedo la zona della Foce, il corteo arriva alla base di c.so Torino (quel pezzo di strada si chiama in verita' via Rimassa, mentre, cari telegiornalisti, CORSO TORINO, che comincia poco piu' in la', SI CHIAMA CORSO TORINO E NON VIA TORINO; sono dettagli, ma il mio io genovese e' molto suscettibile, questioni di carattere suppongo) e gia' posso dedurre, non essendo non vedente, che i lacrimogeni sono stati lanciati. Da qui si vedono i fumi che si innalzano.

    La bicicletta ha la ruota bucata, la mia dolce meta' mi vieta di prendere lo scooter perche' pensa che possa essere bruciato e distrutto da qualche manifestante imbecille, cosi' scendo a piedi, ma non riesce a trattenermi. Rispetto a ieri ho un giorno in piu', ma sono sempre un trentenne (*).
    Arrivo in P.zza Galileo Ferraris quando e' ancora semivuota, ma il corteo che proviene da C.so Sardegna si avvicina rapidamente cominciando a riempire l'angusta piazza (ma e' noto che tali manifestazioni in genere finiscono a P.zza de Ferrari, se non che', sabato, c'era il G8...). Vedo molti buffi personaggi; uno vestito di carta d'alluminio (ma che cosa vuol dire? Boh), uno vestito da Papa che distribuisce benedizioni (sara' carnevale, penso). Tuttavia palpo la globalizzazione dal vivo (ma sono due giorni che di temi attinenti ai motivi per i quali 300.000 persone sono qui convenute, non ne parla piu' nessuno). Una babele di lingue, di facce, di idiomi, di colori di capelli, di manifesti, di mentalita', di toni e modi. Tutti molto "figli dei fiori" e "volemose bene". Un po' colorati, ma pacifici, per lo piu' molto pacifici.
    Qualche agitato (non esagitato, ho scritto bene: agitato), vede dei poliziotti in c.so De Stefanis e urla "assassini" (**), questi (in quel momento per nulla in forze) indietreggiano vistosamente.

    La folla dei manifestanti in P.zza Galileo Ferraris č tranquillaLa piazza si riempie. Le persone parlano. Ho la fortuna di comprendere sia il francese che l'inglese delle persone che si alternano sul palco, quello che dice in spagnolo una delle madri dei desaparecidos di plaza de Majo (o come cavolo si scrive), non lo capisco esattamente, ma l'idioma non e' criptico e quindi penso di intuire.
    C'e' molta ignoranza in giro, infatti mentre parlano in altre lingue, i manifestanti fanno alzare un brusio che ha un chiaro significato: "ma che cazzo dice questo/a?". Taccio, forse a torto, dovrei rendermi utile e tradurre... non tutti sono borghesucci come me e hanno avuto la possibilita', o la fortuna, di imparare le lingue. Siamo qui per questo: non tutti nascono in un paese ricco e hanno la possibilita' di vivere in maniera tale da non doversi preoccupare di avere del cibo o delle medicine.

    Ho esordinto dicendo "non ho aderito in nessun modo al GSF", ma sono in Piazza ad ascoltare e quindi, da un punto di vista formale, in quel momento ero ne piu' ne' meno che "un manifestante" e ho come l'impressione di essere in un luogo nel quale si sta facendo un pezzo di storia. Sono adrenalinico. Ascolto quello che viene detto, molto di quel che viene detto lo condivido, alcune cose non le condivido, ancora i toni e i modi un po' troppo "da tribuno" urtano la mia sensibilita' di borghesuccio, ma per lo piu' la sostanza delle cose mi fa essere contento di poter raccontare in futuro, magari ai miei nipotini: "io c'ero".

    Non mancano i motivi di dissenso, dicevo. Sento dei cori che dicono "Genova libera" e sono un po' perplesso. Genova e' gia' stata liberata 50 anni fa, ed e' per questo che la mia citta' si puo' fregiare della medaglia d'oro alla resistenza dai nazifascisti. In quella stessa piazza, dove C.so Sardegna muore e nasce Via Ferreggiano, c'e' una lapide che ricorda come in quel luogo un giovane genovese e' stato ucciso dal "Blocco Nero" di allora: i nazifascisti. Leggo quella lapide tutti i giorni, ad un orario variabile tra le 8.00 e le 9.00, quando la mattina esco di casa e sono sul mio scooter fermo a quel semaforo. Si, tutte le mattine. E' sempre rosso (per la nota legge di Murphy).
    "Genova e' nostra", dicono... e la cosa mi da' un po' di fastidio perche' se c'e' una cosa che sento davvero poco, e' l'accento genovese, sia tra chi parla sul palco (ce ne fosse uno di genovese), che tra i manifestanti. Per lo piu' sono scappati in campagna, o al mare. Suppongo che chi vive nella zona rossa, si aggiri per quella parte di citta' con spirito curioso, per certi versi non molto diverso da quello che mi ha fatto girare per la mia zona ieri, in bicicletta.

    Durante il comizio la ragazza che ha compiti di gestione delle faccende correnti, piu' volte invita le persone a scorrere, ad andare piu' avanti, in modo tale da creare degli spazi tali da accogliere il resto del corteo, anzi, la coda che e' riuscita a passare lo sbarramento, infatti il corteo e' stato spezzato in due dalle cariche delle forze dell'ordine, intervenute, come avete potuto vedere, per bloccare i facinorosi del Blocco Nero, con la purtroppo conseguenza di manganellare un po' dappertutto, un po' tutti. Lo scopo della speaker era quello di fare avanzare la coda del corteo perche' fosse meno a contatto con i teppisti che, poi ho scoperto, ancora una volta in c.so Sardegna, stavano facendo scempio dell'uffico postale (oggi bruciava, ieri era devastato), del benzinaio (ce ne sono diversi, gli altri devono avere acceso un cero alla Madonna della Guardia per lo scampato pericolo (***)).

    Non so spiegarmi, ma in quel contesto, le parole che ho ascoltato di Agnoletto, di Bove', di un inglese che non ho capito chi rappresentasse, di una madre di Plaza de Majo e di non mi ricordo chi altro, erano coinvolgenti, in qualche modo toccanti. Le ho rilette sui giornali il giorno dopo. Non era la stessa cosa. Il mio io razionale le ha analizzate e criticate. Ma la sensazione che ho provato in piazza, per bacco, era di tutt'altro segno. Sono confuso.
    Sul palco Don Gallo, un altro prete (deve essere quello di Avellino), Fausto Bertinotti (osannato da alcune parti della folla, ma che si e' rifiutato di parlare, almeno cosi' ho capito, da quel che ho potuto vedere, suppongo per non "invadere" uno spazio che non era suo; insomma, non ha parlato e io ho apprezzato), idem per la presidentessa dei Verdi. Ho visto quell'onorevole con l'orecchino (Ventola o qualcosa del genere), un signore di colore che non ha detto nulla (ma chi era? Non lo sapro' mai) e molto altro. Ma il comizio, tutto sommato, e' davvero breve.

    Il comizio finisce presto. Sono le 17.00 circa e a piedi me ne ritorno a casa. I manifestanti si dirigono verso la stazione o verso i pullman per tornare a casa, io mi accorgo di tutto quel che non avevo visto (devastazioni) una volta a casa, dalla televisione.

    Vado a letto convinto che Genova, in buona sostanza, si e' messa alle spalle il G8. Non e' cosi'. Scopro che c'e' stata una incursione alla scuola Diaz e Pascoli dove si trova il GSF (in una) e porci e cani a dormire (nell'altra). Tutti manganellati e decine all'ospedale.
    Vengono trovati anche armi improprie (sono convinto che se venissero a casa mia le troverebbero anche li', giacche' qualsiasi cosa puo' essere trasformata in arma impropria), ma questo non mi sembra sufficiente per giustificare un massacro che ha tutto il sapore di una vendetta. Berlusconi, nella conferenza stampa dice piu' o meno "Vengo informato dal ministro degli interni che sostanzialmente il GSF copriva i vandali giacche' sono state trovate spranghe e magliette nere". 2+2 Eureka! Sono un po' tardo, ma ci arrivo anche io.

  • tutto quello che e' andato bene, e' merito di Berlusconi.
  • tutto quello che e' andato male, e' colpa del precedente governo.
  • le 200-300.000 persone in piazza sono tutte uguali, semplicemente dei teppisti.

    La conclusione a questo punto mi pare ovvia. Sento Agnoletto che intende denunciare Berlusconi per queste affermazioni. "Bravo Agnoletto", mi dico. Ma sento anche Agnoletto che vuole che GSF si costituisca parte civile per la morte del manifestante. Non sono d'accordo.
    Insomma, sono molti, ancora, i motivi del dissenso con il GSF, ma debbo dire che tutto quello che e' successo in questi giorni, mi ha spinto in quella direzione. Mio malgrado. E se hanno spinto me, moderato, verso il GSF, non sara' che qualche "agitato" sara' stato spinto ad essere "esagitato" o peggio? Me lo domando, ma non ho una risposta, solo tante domande. Una e' la seguente: ora che tutto e' finito, al GSF mi vorranno con loro?

    Se vuoi sentire gli ultimi istanti delle trasmissioni di Radio Gap, prima dello sfondamento della Polizia alle scuole Diaz e Pascoli, clicca qui.

    Domani, martedi' 24 luglio, sit in di protesta in P.zza De Ferrari (non mi e' mancato non vederla per tre giorni, succede spesso), io ci saro'. Sono uno. Sono uno solo. Rappresento me stesso, Paolo Fasce e pochi altri, ma tutte queste persone che vivono in me possono votare una volta sola. Ad ogni modo io vado. Sento che e' la cosa giusta. Non so spiegare perche'. E' cosi'. Non so perche', ma lo sento.

    Aneddoto 1: un amico ha un'officina C.so De Stefanis. Li' vicino c'erano dei lavori e quindi un cantiere con dei tubi innocenti. L'officina e' proprio di fronte al carcere, anche se il portone dello stesso si affaccia dalla parte opposta. Prima del G8, mi ha raccontato, ha segnalato alle forze dell'ordine di fronte al carcere che c'erano quei tubi innocenti che potevano essere pericolosi e gli e' stato risposto: "non si preoccupi, tanto possono trovare quelle cose dove vogliono". Inutile dire che proprio quei tubi sono stati utilizzati dai manifestanti violenti, non essendo stati rinvenuti il giorno dopo...

    Aneddoto 2: In C.so Sardegna, all'arrivo dei manifestanti il sabato pomeriggio, ho assistito ad un episodio perlomeno curioso. Un ragazzo dal quinto piano di un palazzo faceva i gavettoni ai manifestanti. Non erano pero' gavettoni cattivi, ma "richiesti", infatti molti di loro avevano fatto tutto il tragitto sotto il sole ed erano sfiancati, assetati ed esausti. Un bel gavettone era proprio quello che ci voleva!

    Aneddoto 3: la mia dolce meta' mi ha raccontato che una sua collega era alla manifestazione con un'amica. Si tratta di due giovinette che ad un tratto si sono trovate coinvolte in una carica della polizia. L'amica della collega e' stata presa a calci dai poliziotti che urlavano "muori puttana". No comment.

    Nota 1: Leggo e vedo filmati dove si fanno vedere presunti teppisti, collusi con le forze dell'ordine. Voglio sperare che gli infiltrati siano stati utilizzati al fine di meglio monitorare ed individuare i teppisti, e non per aizzare e/o causare gli scontri. Sento alla televisione di responsabili delle forze dell'ordine che si barricano dietro dei "non conoscete le elementari norme relative all'ordine pubblico, all'antiterrorismo, alla sommossa" e quant'altro, ma mi domando: le conoscono i dirigenti delle forze dell'ordine? Mi pare che una palestra di addestramento ce l'abbiano a disposizione tutto l'anno... oppure quanto ci raccontano di cio' che accada accanto alle partite di calcio ("questo non e' calcio", recitano sempre i telecronisti) non esiste? E' vero o non e' vero che cola' le forze dell'ordine "sul territorio" hanno avuto modo di formarsi all'applicazione di queste tecniche cosi' criptiche (almeno nelle parole dei responsabili?). Forse non ci raccontano tutto per questioni di prudenza... ma in fondo non e' noto a tutti che per fabbricare una bomba basta cercare su internet come fare? Domande senza risposte. Io sono ignorante.

    Nota 2: un amico si e' recato in giro il giovedi' con la sua fotocamera digitale e ha scattato qualche fotografia che potete vedere al seguente indrizzo: http://digilander.iol.it/genovascacchi/news/foto.html e che ho riportato anche all'interno del mio sito. Potete vederle in questo stesso riquadro cliccando qui.
    Io ho portato le mie fotografie (3 rullini) a sviluppare, questa mattina. Mi e' stato detto che saranno pronte, molto probabilmente (****), domani pomeriggio e quindi in qualche modo vedro' di metterle in linea su www.liguria.democraticiperlulivo.it e/o sulla mia pagina personale (gilda.it/labyrinth/soci/paolofasce, cliccare su "Opinioni varie"), appena possibile.

    (*) Quindi arrogante, presuntuoso, prudente in auto e in modo, ma imprudente per le statistiche delle assicurazioni per fascia di eta' e sesso, e molto curioso.

    (**) ho visto alla televisione le dinamiche, seppur parziali, dell'omicidio del manifestante e ritengo che il carabiniere che ha sparato non sia in alcun modo responsabile di quella morte, visto considerato il fatto che si trovava in una situazione molto violenta e che non vedo come un ragazzo di 20 anni possa essere ritenuto responsabile di omicidio quando dei pazzi scatenati sprangano la vettura sulla quale siedi e dopo avere spaccato i vetri, si accingono a spaccarti la testa con un estintore.

    (***) se i bolognesi, come ci ha informato l'on. Casini, sono fedeli della Madonna di San Luca, i genovesi lo sono della Madonna della Guardia, visto che diversi secoli fa, la Vergine si e' degnata di apparire anche nella nostra citta', come segnala il quartiere di "Apparizione" e il santuario della Madonna della Guardia. Come mai ci siano tante madonne in giro, quando al catechismo me ne fu descritta una sola, questo restera' per me sempre "mistero della Fede".

    (****) E' possibile che si slitti al giorno dopo in quanto non sono l'unico "fotogrfo" genovese che ha avuto la brillante idea di documentare quello che ha visto e quel negozio ha anche del lavoro arretrato perche' la settimana scorsa sono stati chiusi per G8.