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Paolo Fasce

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Siamo uomini o scrutatori?
Di Paolo Fasce (scritta dopo le elezioni regionali dell'anno 2000)

L'altra notte si è celebrata una nuova tragedia annunciata. I lavori di scrutinio, come tutti gli elettori telespettatori sanno, si sono protratti nella notte per lunghe ore producendo ritardi che erano essenzialmente dovuti a due motivi. Il primo è legato alla complessità della scheda, il secondo è legato alla lucidità di chi in quel momento era deputato ad operare.
Molti elettori non sanno che hanno espresso un voto dimezzato. Statisticamente questi elettori disinformati si collocano su tutti gli schieramenti, ma pochissimi hanno spiegato che il sistema elettorale adottato in queste elezioni era proporzionale con premio di maggioranza. Votando solo il candidato presidente si è concorso alla sua vittoria, ma non si è contribuito ad aumentare i seggi del proprio partito, sia che il proprio candidato abbia vinto sia in quello in cui abbia perso. Particolarmente evidente il caso degli elettori della lista "Emma Bonino" che per eleggere un rappresentante avrebbero dovuto votare crociando il simbolo provinciale, riversando automaticamente il voto anche nel regionale, e non viceversa. Il premio di maggioranza, una volta accertata la sconfitta, sfuma nel nulla di fatto. Tutti i voti ai candidati presidenti che non contenevano nella scheda una espressione di voto nella parte provinciale, sono stati per l'80% voti buttati. Questo per il semplice motivo che le liste provinciali concorrevano all'elezione dell'80% dei seggi in Consiglio Regionale, mentre il "listino" regionale era il premio di maggioranza che è andato in blocco al vincitore, per favorire la governabilità. Ecco mostrato come un sistema proporzionale possa garantire la governabilità e come abbia poco significato la contrapposizione proporzionale/maggioritario, quando il vero nodo è "governabilità o caos". Ma torniamo ai nostri poveri scrutatori. Avendo due elezioni in un'unica scheda hanno dovuto contare due volte i voti su una stessa scheda (cosa ben diversa che contare una volta i voti su due schede diverse) con tutti i rischi del caso. Considerate che un voto nullo provinciale (due croci su due partiti diversi) poteva essere valido nel regionale (se entrambe le croci erano relative a partiti della stessa coalizione), quindi i voti nulli regionali non corrispondevano ai voti nulli del regionale, generando confusione e difficoltà a far "quadrare i conti". Poi c'è l'abominevole modalità del voto incrociato. Ho visto coi miei occhi schede con la croce su Comunisti Italiani e sul candidato Biasotti, ma ho anche visto un voto ad Alleanza Nazionale, con preferenza a Plinio e croce su Mori. Tutti voti validi, ma che significato hanno? A mio parere questo genere di voto è quello di stima, vicinanza affettiva o conoscenza diretta di un candidato al quale si esprime un voto personale, mentre il proprio cuore politico batte dall'altra parte. Ammesso e non concesso che questo genere di vicinanze può manifestarsi in egual misura in un verso o nell'altro, per quale motivo si è scelto di adottare questo sistema che induce in confusione non solo l'elettore, ma anche lo scrutatore? Per risolvere questo genere di questioni, c'è una sola soluzione (fermo restando il sistema elettorale) e cioè la doppia scheda che permette a tutti di capire meglio. Se ho in mano una scheda con tutti i partiti, voto per quello che mi piace di più. Se ho una scheda con tutti i presidenti, voto per quello che mi piace di più. Ma non mi confondo, né genero confusione nella fase di scrutinio. La chiarezza è alla base della consapevolezza.
C'è un aspetto di queste elezioni che non è stato ancora messo sotto i riflettori. Un aspetto che ai più apparirà marginale, ma sul quale prima o poi bisognerà fare i conti, aprendo gli occhi: ai seggi lavorano persone in carne ed ossa, uomini che non sono di silicio e neppure di ferro. Esaminiamo una loro tipica giornata. Il sabato pomeriggio si riuniscono alle 16.00 per operazioni preliminari che in circa due ore sono completamente espletate, poi viene la serata dove i più saggi tirano i remi in barca e vanno a nanna presto, gli sprovveduti fanno le ore piccole, dormono un paio d'ore e si ritrovano zombie per tutta la giornata successiva. Questo tipo di persone, considerato il fatto che sono molti i giovani disoccupati o studenti che aspettano di guadagnare qualche lira lavorando ai seggi, non è poi così raro come uno potrebbe immaginare. Certo, ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma un seggio con persone siffatte, quando te lo becchi, non hai molta voglia di appellarti alla responsabilità personale. In questi casi ti ritrovi con personale poco qualificato e te lo devi tenere. L'appuntamento del giorno successivo è per le 6.00 del mattino (quindi la sveglia sarà almeno mezz'ora prima) per giungere alla conclusione delle procedure di voto alle ore 22.00. Probabilmente gli scrutatori avranno avuto nella giornata una o due ore per il pranzo e/o per la cena, ma alle dieci di sera sono operativi da 16 ore. Non certo facendo il lavoro di metalmeccanico, ma dopo 16 ore chiunque accusa un po' di stanchezza. A quel punto comincia il lavoro vero e quindi nel momento in cui c'è più bisogno di menti fresche ed attente ci si ritrova a far fronte a ruggini, battute sarcastiche ("io l'avevo detto"), reciproche intolleranze e quindi agli inevitabili errori giacché la mente non è più fresca.
Perché tutto questo? Per permettere al popolo telespettatore di avere dei risultati nel più breve tempo possibile, per offrire all'elettore spettatore uno spettacolo serale e notturno, per ingrassare l'audiance televisiva, per soddisfare una curiosità morbosa che possiamo certo comprendere, ma verso la quale si è data una risposta sbagliata.
Le soluzioni sono molteplici. Si può effettuare lo scrutinio il lunedì mattina, dopo una salutare notte di sonno, freschi e riposati, attenti e quindi precisi, disponibili e tolleranti. Oppure si possono modernizzare le procedure di voto che, al momento, sono e restano ottocentesche. I verbali in duplice copia, le schede, i timbri e le firme di autenticazione, le procedure di imbustamento e di scrutinio, i materiali, le modalità di consegna presso gli appositi uffici, i fonogrammi, sono il prodotto evidente di una burocrazia che va assolutamente debellata, semplificata, ammodernata. In Iran (non in Svizzera e neppure in Gran Bretanga) l'elettronica è entrata nei seggi da anni, ormai molti anni e da noi resiste la sacra matita copiativa (sacra perché se l'elettore la portasse via dovrebbe pagare una multa di 400.000 lire, salvo aggravanti). Insomma, intorno alle due o tre di notte, lo scrutatore è sveglio da ventuno o ventidue ore, come si fa a pretendere efficienza da una persona in queste condizioni? Ci vuole il doppio turno, si, ma il doppio turno degli scrutatori!